Nel 2009 è stato finanziato dal Cesvot (Centro Servizi del Volontariato della Toscana) un progetto della Misericordia di Castellina Scalo in campo sociale e della solidarietà.

Sono state quindi organizzate strutture ricreative e di socializzazione destinate prevalentemente a minori preadoscelenti in età scolare (dai 10 ai 14 anni). La Misericordia di Castellina Scalo, in collaborazione con altre associazioni, ha attivato dei centri giovanili polivalenti, da dislocare appunto in tre punti diversi del territorio comunale, intesi come spazi gestiti da loro in prima persona, coadiuvati dalla presenza di alcuni animatori-educatori.

“Vorremmo offrire – hanno detto i responsabili della Misericordia – ai giovani quello che forse a loro sta più a cuore: lo stare insieme, però in modo diverso dall’ordinario. Lo stare insieme è già in sé stesso un valore molto positivo ma non può essere fine a sé stesso e deve tendere a finalità ben precise. I giovani devono imparare ad esprimere le loro potenzialità, a convivere insieme, a conoscersi fra loto, a scambiarsi esperienze ed a viverne di nuove insieme con gli altri, esperienze che siano significative e formative, tese alla loro crescita umana e spirituale, in un ambiente multiculturale aperto a tutti senza alcuna distinzione.”

I tre centri hanno utilizzato laboratori ludico-creativi che hanno favorito l’uso di un linguaggio artistico e creativo, favorendo l’elaborazione di gruppo e l’acquisizione di autonomia e fiducia in sé stessi.

Le molteplici attività (artigianato, pittura, scultura, giochi, teatro, collage, modellismo, arte, musica, fotografia, cinema, incisione…) svolte all’interno dei centri sono state concordate con gli stessi ragazzi che, con il coordinamento degli educatori e degli psicologi della cooperativa Linus, decideranno quali progetti intraprendere e concretizzare.

La partecipazione è stata, infatti, il concetto fondamentale nella vita degli EpiCentri: partecipazione come presa di coscienza dei propri interessi e come assunzione di responsabilità nei propri e altrui confronti; partecipazione come scintilla per stimolare le proprie inclinazioni creative,per promuovere l’integrazione, per relazionarsi con gli altri e con il mondo.

E’ stata anche sperimentata la realizzazione di una radio comunitaria in cui trasmettere le buone prassi presenti nel territorio.

Ultima modifica il da Mirco Umiliati